Archive | marzo 2013

Mirage a “Vodafone Connects Design”

Sarà tutto dedicato ad una delle più interessanti e riuscite operazioni di retail design lo special event “Vodafone Connects Design” , in programma dal 9 al 14 Aprile nell’ambito del FuoriSalone milanese.
Al numero 12 di Via Cerano, in un open space di oltre 160 mq, sarà infatti possibile scoprire nel dettaglio il concept creativo che contraddistingue i nuovi punti vendita Vodafone, declinato per il mercato italiano dallo studio iArchitects e attraverso grandi realtà del design italiano, quali Artemide, Mirage, Bell Production, Lema, Retail Project.

All’interno dello spazio sarà ricostruita l’ambientazione degli store, mettendo in evidenza le specificità e le sinergie che hanno reso possibile questa straordinaria operazione di retail: il brand Vodafone conta infatti quasi 1000 punti vendita in tutta Italia.

Mirage, nell’ambito di questo progetto, ha creato un pavimento in gres porcellanato in linea con le direttive del concept internazionale, conferendo al suo prodotto una matericità calda e naturale.

Vodafone Connects Design sarà aperto al pubblico dal 9 al 14 Aprile dalle ore 10.00 alle ore 20.00

VODAFONE CONNECTS DESIGN
VIA CERANO 12, MILANO
Press Preview: 09 Aprile, ore 16.00 – 20.00

More than a Tile

schizzo mirage

 

In occasione del FuoriSalone 2013, durante la Settimana milanese del design (9 – 14 aprile 2013),  Mirage presenta la Mostra Evento MORE THAN A TILE creata da Simone Micheli.

MIRAGE Project Point
Via Marsala, 7- 20121 MIlano
Orari: 10.00-21.00

Press event: 11 aprile ore 16-00 – 21.00

Una riflessione formale e contenutistica per Mirage di Simone Micheli
“Non ho disegnato una piastrella per Mirage. Ho disegnato con una piastrella, un frammento di architettura denso di contenuti. Il mondo è cambiato, sta mutando i propri profili e il proprio senso legato alla dimensione del fare.
Oggi parole come rete, interattività, ibridazione, contaminazione, condivisione, rappresentano dei veri e propri simbolici riferimenti per la costruzione del futuro che verrà.
L’installazione che ho creato per Mirage, con l’intento di celebrare la materia e la lavorazione della materia desidera esprimere questo, intende dar valore alle possibilità d’interpretazione della terra attraverso l’uso dell’intelligenza.
Un insieme di sfaccettate superfici continue e filo-dinamiche, dagli argentei e cangianti accenti cromatici miscelati a puntuali fluorescenti presenze, caratterizza l’opera che ho creato, insieme a umorali variazioni illuminotecniche, acustiche e olfattive.
Si tratta di un sinestetico manifesto che desidera alludere all’architettura che verrà: un’architettura contaminata, e contaminante, altra, viva attraverso formule di condivisione e d’interazione.
Oggi è necessario guardare le cose sotto una luce diversa, è necessario mutare visione e prospettiva, guardare fuori dalla scatola per definire nuovi scenari contenutistici e commerciali, è necessario costruire rinnovate dimensioni per favorire la tanto attesa rinascita intellettuale e imprenditoriale.
L’opera che ho creato parla di questo!
Solo pensieri connessi alla volontà di creare percorsi progettuali di responsabilità, progetti sostenibili sia in termini economici che ambientali permetteranno all’uomo di continuare il suo lavoro di trasformazione della materia terrestre in una direzione realmente diversa, piena e vera.
Le opere che ho realizzato, i progetti che sto costruendo sono portatori di messaggi di unicità, di straordinarietà, di meraviglia, di bellezza di eccellenza, come quello definito per Mirage.
Sono progetti a misura d’uomo che fondano le proprie radici nella reale coscienza delle contemporanee relazioni tra umane presenze e spazio, nella reale coscienza delle osmotiche connessioni tra l’uomo, il suo passato e il suo possibile futuro.
Le vorticose alterazioni socio comportamentali che connotano ogni attimo del nostro presente, rappresentano per me un’incredibile stimolo per un continuo rinnovato fare.
Oggi è necessario ritornare al futuro attraverso storie di rigore intellettuale, di ecologia, di estrema attenzione sul piano energetico, di compatibilità ambientale, di estese sostenibilità di campo. Adesso è necessario non disperdere energie.
È necessario costruire senza distruggere.È fondamentale realizzare sistemi che attraverso l’attiva memoria delle origini del mondo siano in grado di poter vivere nel futuro.È indispensabile creare storie connotate da campi estetici e contenutistici interattivi, innovativi e destabilizzanti in grado di generare forti coinvolgimenti ed altrettanto potenti risposte percettive, per donare un nuovo valore al nostro circostante antropizzato. Il frammento spaziale creato per Mirage suggerisce questo”.
Simone Micheli Architetto