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POPJob, the new iconic collection by Mirage & Studio Job

Dalla collaborazione tra Studio Job e Mirage nasce la collezione POPJOB, sviluppata con l’obiettivo di esplorare il materiale ceramico secondo un nuovo punto di vista, per creare una nuova collezione che possa godere di un approccio diversificato ed innovativo.

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Contrari infatti alla tipica incertezza che caratterizza le arti decorative contemporanee, Studio Job sta rivoluzionando la più consueta percezione di genere, accogliendo e valorizzando espressioni come l’opulenza, la decorazione e la complessità del proprio design, mantenendo al contempo un forte legame con la manualità e l’artigianato di altissimo livello. Il loro motto e motivazione è rappresentato dal massimalismo, che genera vere e proprie storie, innovative manifestazioni artistiche e visive.

IN QUESTO CONTESTO SI INSERISCE LA COLLEZIONE POPJOB, COME ESPRESSIONE DEL TIPICO STILE DI STUDIO JOB

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 Perché PoPJob

Durante la visita presso Mirage, ho notato che in alcune delle loro collezioni è presente un uso limitato del rilievo e della profondità. Naturalmente comprendo il motivo tecnico e pratico di questa scelta, ma questo mi ha dato un’idea: creare un rivestimento smaltato trasparente da porre sopra le piastrelle per realizzare un pavimento liscio, ma che allo stesso tempo potesse conferire un senso di profondità. Tra l’altro alcune collezioni Mirage sono ispirate al legno e non presentano grandi differenze rispetto al materiale naturale

Quindi…perché non provare a ricreare un pavimento di legno?

Perché non provare a ricrearlo finto?

Ma, anziché ricreare il legno vero, ci siamo approcciati alla struttura del legno in un modo più grafico, esasperandolo al massimo ed ottenendo un parquet dallo stile POP con colori brillanti e luminosi, che nulla hanno a che vedere con la realtà.

Nynke Tynagel, Amsterdam 2016

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Progetto PoPJob e Tecnologie

La collezione POPJOB creata per Mirage si distacca da qualsiasi canone imitativo, tipico del settore ceramico, esplorando uno stile alternativo, grafico, colorato e provocatorio. La gamma cromatica contempla 6 colori, caratterizzati da toni neutri e toni pastello. La superficie è lappata e splendente, ed è ottenuta attraverso l’innovativa tecnica “twin-surface”: l’utilizzo di vetri a spessore applicati sulla superficie in gres porcellanato attraverso una tecnologia assolutamente innovativa per un materiale industriale, che garantisce uno sviluppo del colore unico per intensità.

La tecnica “twin-surface” consiste infatti nell’accoppiare uno strato già precedentemente greificato di porcellanato tecnico ad alta densità con uno strato di vetro cristallino ad alto spessore, mantenendo all’interno lo strato pigmentato e decorato. Tagliando in sezione trasversale il pezzo, sono ben visibili gli strati di materia differente che compongono il materiale POPJOB.

L’EFFETTO È QUELLO DI UN PRODOTTO IPER-LUCIDO, DALLA PIGMENTAZIONE INTENSA CHE NE ESALTA L’EFFETTO DI SATURAZIONE CROMATICA DEI COLORI: QUESTI SONO GLI ELEMENTI ALLA BASE DELLA COLLEZIONE E RICHIESTI DA STUDIO JOB PER L’EFFETTO MASSIMALISTA DESIDERATO PER IL PROGETTO POPJOB.

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Il Mood PoPJob

Il progetto POPJOB è versatile e fruibile, ed è studiato secondo una logica di prodotto che non dimentica l’utilizzo finale del materiale: è un gioco di elementi che si combinano e si scambiano per creare pavimenti, rivestimenti e tappeti ceramici con uno stile unico.

La collezione si abbina perfettamente con varie tipologie di stili differenti e attuali: dal nordico all’elegante, dal contemporaneo al neoclassico. POPJOB impreziosisce la casa con la sua modernità ed i suoi colori, creando un’atmosfera confortevole e ricercata, dove nulla è lasciato al caso.

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Studio Job

Precursori nell’applicazione dell’arte contemporanea

Studio Job viene fondato nel 2000 dal duo creativo Job Smeets e Ninke Tynagel. Lo spirito fondante dello studio è tipicamente “Rinascimentale” – dove tecniche tradizionali e moderne si uniscono per produrre oggetti unici e mai realizzati.

La coppia ha dato vita allo studio dopo la laurea, acquisita presso la Dutch Design Academy ad Eindhoven, e, ad oggi, dopo quindici anni, possono essere considerati a tutti gli effetti veri e propri pionieri con la loro personale espressione di stile.

Tecnica, scienza e design possono essere ritrovati nei lavori di Studio Job, e raffigurano un vero e proprio esempio di ciò che possiamo descrivere come Gesamtkunstwerk – ovvero un’opera d’arte totale o una forma d’arte che racchiude in sé tutte le altre.

JOB SMEETS ADORA CHIAMARE IL LORO STILE ‘NEW GOTHIC’ (NEO GOTICO), CARATTERIZZATO DA PERFEZIONE ED UNICITÀ COME ELEMENTI CHIAVE. NYNKE TYNAGEL, INVECE, LO DESCRIVE COME UN’ORCHESTRA SINFONICA, INTESO COME UN BRANO MUSICALE CHE VIENE GENERATO DA UN INSIEME ARMONICO DI SUONI DIFFERENTI.

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FRANCESCO MORACE AL MIRAGE PROJECT POINT: I PARADIGMI DELLA POST-OPULENZA

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 “I Paradigmi della Post-Opulenza” è il titolo del Workshop promosso da Mirage nell’ambito del ciclo di eventi  culturali promossi presso il “Mirage Project Point”: uno spazio di consultazione e meeting dedicato a architetti, designer ed operatori del settore, ubicato nel cuore di Milano, in zona Brera.

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Il terremoto valoriale, istituzionale, sociale e politico previsto da tempe è alla fine arrivato ed ha investito l’Europa e buona parte del mondo occidentale.
Stiamo assistendo ad un vero e proprio cambiamento d’epoca, una trasformazione che modifica la relazione con la tecnologia, con il denaro, con i servizi ed i prodotti, con l’intero sistema dei consumi e dei servizi.
Contemporaneamente si chiarisce l’evoluzione dei valori e dei paradigmi sociali verso esperienze che non si possono comprare: l’amicizia, la serenità, la convivialità ma anche la serietà, la reputazione, l’affidabilità nel tempo.

“Le cose fatte bene” sono la risposta che il mondo del consumo si aspetta proprio in questo momento storico, segnato da una crisi globale che sfida il mondo delle aziende di alta gamma a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Affrontando i paradigmi del futuro nella crisi, attraverso cui bisognerà saper vendere il proprio saper fare.
Non stiamo parlando solo delle nicchie del lusso: le cose ben fatte non sono solo per i ricchi. Durano a lungo e si possono anche riparare. Spesso puntando su una idea rinnovata di eccellenza che prevede l’incontro felice tra talento e qualità.
La crisi attuale, già evidente da alcuni anni, dimostra la debolezza di un modello di sviluppo diventato “insostenibile”: siamo stremati dalla visione finanziaria della ricchezza e si desiderano e acquistano, viceversa, “esperienze eccellenti” e non più semplici prodotti o servizi.

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Questi i temi del workshop, che si terrà nella serata del 27 Ottobre prossimo, e sarà tenuto da Francesco Morace, sociologo, scrittore e giornalista, da trenta anni impegnato nell’ambito della ricerca sociale e di mercato,  Presidente di Future Concept Lab.
Spazio anche al pubblico per domande ed interventi.

Maggiori informazioni relative al workshop ed alle modalità di adesione
www.mirageprojectpoint.com

RESTILE CONTEST, I VINCITORI

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La seconda edizione di Restile, finalizzato alla ricerca di nuove e innovative chiavi di lettura del materiale ceramico, ha visto anche quest’anno una partecipazione numerosa, orientata alla messa a fuoco di  nuove e innovative chiavi di lettura del materiale ceramico. Numeri e interazioni negli spazi digitali ne confermano infatti la riuscita e il pieno coinvolgimento: oltre 200 progetti ricevuti, circa 24.000 visite al sito dedicato, senza contare le quasi 350.000 visualizzazioni dei post dedicati.

Un vero e proprio progetto di crowdsourcing creativo, quello di Restile, che oggi arriva alla sua fase conclusiva, quella che ne decreta i 3 vincitori.

I concept ceramici che hanno convinto la giuria – composta da liberi professionisti di calibro internazionale, docenti del Politecnico di Milano e dal board aziendale sono quelli che portano la firma di:

Gianluca Carraro (Italia) – Il suo progetto – SHASHIKO – si lascia ispirare da una tecnica orientale di ricamo tipica della tradizione giapponese. Il risultato è una piastrella che porta i segni e il pattern di una poesia compositiva che dà vita a una ceramica primordiale ma sofisticata.

Primo classificato, le motivazioni Per l’apprezzabile abilità nel coniugare l’ispirazione orientale al contesto occidentale e per un’interessante capacità di trasformazione dell’effetto tessuto in una versione materica, attraverso lo sviluppo di una proposta non imitativa.

Martina Malomo e Francesca Scipioni (Italia) – LAMERAI è un progetto che parte da materie marcatamente urbane, la lamiera antiscivolo (o bugnata) e il cemento, per concretizzarsi in un prodotto dalla duplice superficie ceramica .

Seconda classificata, le motivazioni La reinterpretazione della materia in versione metropolitana con una grafica e matericità capaci di conferire tridimensionalità al prodotto. La Giuria ha ritenuto altresì apprezzabile il facile approccio della collezione in termini produttivi .

Matteo Cecconi (Italia)  – FENIX trae il nome dai Fenici, primi conoscitori della tradizionale tecnica delle pavimentazioni in cocciopesto. Il concept varia dal bianco al nero e propone un mosaico di tessere che costituisce il pattern decorativo caratteristico, che produce un effetto di continuità della posa, conferendo al prodotto posato un effetto di amalgama senza interruzioni.

Terzo classificato, le motivazioni Per la riproposizione in chiave industriale di tecniche antiche, con un approccio cromatico, produttivo ed applicativo decisamente moderni.