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POPJob, the new iconic collection by Mirage & Studio Job

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Il 25 gennaio negli Emirati Arabi ci sarà il lancio mondiale della nuova serie di Mirage realizzata in collaborazione con Studio Job. Nella serata evento presso il nuovo Mirage Project Point di Dubai, Job Smeets presenterà

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Dalla collaborazione tra Studio Job e Mirage nasce la collezione POPJOB, sviluppata con l’obiettivo di esplorare il materiale ceramico secondo un nuovo punto di vista, per creare una nuova collezione che possa godere di un approccio diversificato ed innovativo.

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Contrari infatti alla tipica incertezza che caratterizza le arti decorative contemporanee, Studio Job sta rivoluzionando la più consueta percezione di genere, accogliendo e valorizzando espressioni come l’opulenza, la decorazione e la complessità del proprio design, mantenendo al contempo un forte legame con la manualità e l’artigianato di altissimo livello. Il loro motto e motivazione è rappresentato dal massimalismo, che genera vere e proprie storie, innovative manifestazioni artistiche e visive.
In questo contesto si inserisce la collezione POPJOB, come espressione del tipico stile di Studio Job.

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FRANCESCO MORACE AL MIRAGE PROJECT POINT: I PARADIGMI DELLA POST-OPULENZA

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 “I Paradigmi della Post-Opulenza” è il titolo del Workshop promosso da Mirage nell’ambito del ciclo di eventi  culturali promossi presso il “Mirage Project Point”: uno spazio di consultazione e meeting dedicato a architetti, designer ed operatori del settore, ubicato nel cuore di Milano, in zona Brera.

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Il terremoto valoriale, istituzionale, sociale e politico previsto da tempe è alla fine arrivato ed ha investito l’Europa e buona parte del mondo occidentale.
Stiamo assistendo ad un vero e proprio cambiamento d’epoca, una trasformazione che modifica la relazione con la tecnologia, con il denaro, con i servizi ed i prodotti, con l’intero sistema dei consumi e dei servizi.
Contemporaneamente si chiarisce l’evoluzione dei valori e dei paradigmi sociali verso esperienze che non si possono comprare: l’amicizia, la serenità, la convivialità ma anche la serietà, la reputazione, l’affidabilità nel tempo.

“Le cose fatte bene” sono la risposta che il mondo del consumo si aspetta proprio in questo momento storico, segnato da una crisi globale che sfida il mondo delle aziende di alta gamma a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Affrontando i paradigmi del futuro nella crisi, attraverso cui bisognerà saper vendere il proprio saper fare.
Non stiamo parlando solo delle nicchie del lusso: le cose ben fatte non sono solo per i ricchi. Durano a lungo e si possono anche riparare. Spesso puntando su una idea rinnovata di eccellenza che prevede l’incontro felice tra talento e qualità.
La crisi attuale, già evidente da alcuni anni, dimostra la debolezza di un modello di sviluppo diventato “insostenibile”: siamo stremati dalla visione finanziaria della ricchezza e si desiderano e acquistano, viceversa, “esperienze eccellenti” e non più semplici prodotti o servizi.

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Questi i temi del workshop, che si terrà nella serata del 27 Ottobre prossimo, e sarà tenuto da Francesco Morace, sociologo, scrittore e giornalista, da trenta anni impegnato nell’ambito della ricerca sociale e di mercato,  Presidente di Future Concept Lab.
Spazio anche al pubblico per domande ed interventi.

Maggiori informazioni relative al workshop ed alle modalità di adesione
www.mirageprojectpoint.com

RESTILE CONTEST, I VINCITORI

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La seconda edizione di Restile, finalizzato alla ricerca di nuove e innovative chiavi di lettura del materiale ceramico, ha visto anche quest’anno una partecipazione numerosa, orientata alla messa a fuoco di  nuove e innovative chiavi di lettura del materiale ceramico. Numeri e interazioni negli spazi digitali ne confermano infatti la riuscita e il pieno coinvolgimento: oltre 200 progetti ricevuti, circa 24.000 visite al sito dedicato, senza contare le quasi 350.000 visualizzazioni dei post dedicati.

Un vero e proprio progetto di crowdsourcing creativo, quello di Restile, che oggi arriva alla sua fase conclusiva, quella che ne decreta i 3 vincitori.

I concept ceramici che hanno convinto la giuria – composta da liberi professionisti di calibro internazionale, docenti del Politecnico di Milano e dal board aziendale sono quelli che portano la firma di:

Gianluca Carraro (Italia) – Il suo progetto – SHASHIKO – si lascia ispirare da una tecnica orientale di ricamo tipica della tradizione giapponese. Il risultato è una piastrella che porta i segni e il pattern di una poesia compositiva che dà vita a una ceramica primordiale ma sofisticata.

Primo classificato, le motivazioni Per l’apprezzabile abilità nel coniugare l’ispirazione orientale al contesto occidentale e per un’interessante capacità di trasformazione dell’effetto tessuto in una versione materica, attraverso lo sviluppo di una proposta non imitativa.

Martina Malomo e Francesca Scipioni (Italia) – LAMERAI è un progetto che parte da materie marcatamente urbane, la lamiera antiscivolo (o bugnata) e il cemento, per concretizzarsi in un prodotto dalla duplice superficie ceramica .

Seconda classificata, le motivazioni La reinterpretazione della materia in versione metropolitana con una grafica e matericità capaci di conferire tridimensionalità al prodotto. La Giuria ha ritenuto altresì apprezzabile il facile approccio della collezione in termini produttivi .

Matteo Cecconi (Italia)  – FENIX trae il nome dai Fenici, primi conoscitori della tradizionale tecnica delle pavimentazioni in cocciopesto. Il concept varia dal bianco al nero e propone un mosaico di tessere che costituisce il pattern decorativo caratteristico, che produce un effetto di continuità della posa, conferendo al prodotto posato un effetto di amalgama senza interruzioni.

Terzo classificato, le motivazioni Per la riproposizione in chiave industriale di tecniche antiche, con un approccio cromatico, produttivo ed applicativo decisamente moderni.